Incontro con il giudice Andrea Carena al Denina Pellico Rivoira

Venerdì 7 marzo dalle ore 10.00 alle ore 11.30 le classi 4A e 4B hanno incontrato il Dott. Andrea Carena, giudice della sezione civile del tribunale di Asti, per un approfondimento sulla parità di genere in occasione della giornata dell’8 marzo: in particolare è stato trattato il tema del ruolo della donna nella società e nell’ordinamento giuridico.  Dopo un’introduzione sulle caratteristiche dello Stato di diritto, in cui si prevede, oggi, che le leggi debbano essere astratte e generali, che la Legge debba essere uguale per tutti (quindi senza distinzione di genere) e in cui è previsto che possa essere messa in discussione la legittimità di una legge attraverso un procedimento di fronte alla Corte Costituzionale (fattore che ha determinato diverse evoluzioni nella storia contemporanea del diritto compresi i cambiamenti inerenti la parità di genere),  il giudice Carena è passato ad analizzare la condizione della donna attraverso l’analisi di diverse tappe che l’hanno portata alla condizione attuale.  Il dott. Carena ha fatto una carrellata dei principali passaggi che hanno portato la donna italiana a una sostanziale parità partendo dalle teorie che sostenevano che la donna fosse meno intelligente dell'uomo per la dimensione inferiore del cervello, accennando poi al referendum del ’46, nel quale la donna ha finalmente potuto votare anche in Italia (tranne le prostitute non praticanti in una casa di tolleranza), e all’Assemblea Costituente in cui la presenza femminile era ridotta a 21 presenze sulla totalità di 500 elementi. A partire dagli anni '50 sono state emanate le prime leggi per tutelare le madri lavoratrici, nel '75 le leggi sul diritto di famiglia sono state modificate abolendo la patria potestà, nel '78 è stata introdotta la legge sull'aborto. Non è mancato un riferimento a Franca Viola, la giovane donna che ha detto no al matrimonio riparatore. Step indicativi di un cammino di parificazione, parificazione  che però oggi è ancora precaria ed è sempre alto il rischio di fare dei passi indietro.